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| 16/5/2004 |
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Tu mi chiedi
Come vorresti baciarmi?
così ti dico
Ti bacerei con passione
come solo chi è innamorato
riuscirebbe a baciare
ma l'amore spesso è impossibile
bisogna nasconderlo
reprimerlo
smettere di alimentarlo
e quindi ti abbraccio
ti tengo stretta a me
e il bacio verrà
quando riuscirò a rubartelo
Troppo è successo e troppo sta succedendo. Pensi di poterti fermare, di poter dormire, ma devi subito ricrederti, così inizi a muoverti, cercando di non farti travolgere, considerando rapporti e situazioni, valutando, con la speranza di riuscire a mettere nel giusto ordine tutti i vari pezzi.
E' che i vari pezzi non si incastrano correttamente. E' come avere un puzzle difettato. Se solo riuscissi a trovare la garanzia…
L'importante, è sapersi divertire. |
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lieveansia |20.31.12| |
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| 14/5/2004 |
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| A volte è più importante il ricordo di una persona cara, che la sua presenza. |
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lieveansia |19.24.38| |
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| 7/5/2004 |
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STROBOSCOPICA Vol.3 – Contro la sequenzialità logica
Ma c’era davvero bisogno di un’altra rivista? No, decisamente no. Infatti questo è il volume 3 ma il volume 1 e il volume 2 non esistono. Non ci stavano i soldi per farli uscire. Però potete richiederli come arretrati. Appena raggiungiamo la cifra necessaria, li pubblichiamo.
Come fare per richiedere gli arretrati? Semplice. Uscite di casa e quando incontrate una persona che vi chiede dei soldi, voi non esitate: date ciò che potete, anche pochi spiccioli. Continuate a vivere. Se poi incontrate un’altra persona che vi prega di darle dei soldi, voi non esitate: date ciò che potete. E così via. Sono tutte persone di mia fiducia. Vi arriverà a casa il volume 1 e in regalo il volume 2. Siate gentili.
E adesso basta, che la carta costa: passiamo al sommario.
- L’IMPORTANTE, E’ INIZIARE | 3
- IL RACCONTO | 27
- L’ESPERTO RISPONDE | 161
- LA LETTERA | 157
- I MIEI MIGLIORI AUGURI | 191
- LA CITAZIONE | 215
- LA VIGNETTA | 221
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2. IL RACCONTO
di Nicola G.
Questo racconto è apparso originariamente su BlogRodeo. C’è del vero, in questo racconto (il vecchio, è vero), e c’è del falso, in questo racconto. Anzi no, non falso, meglio dire, inventato (il dialogo finale, non è reale).
In quel momento volevo solo scappare
Ad un certo punto, in un istante che si potrebbe definire l’istante perfetto, precisamente quando sento il pendolo rintoccare le 4 del pomeriggio, mi fermo tra la porta della camera da letto di mia madre e il divano dove mio padre guarda la televisione: mi fisso a guardare il pendolo oscillare e in maglietta e calzini e pantaloni del pigiama, scosso da un’istante di semplice disperazione, dico al mio corpo, Esci.
Io devo uscire, sì sì scuoto la testa, senza nessuna indecisione eppure, E’ domenica e tu di domenica non fai assolutamente nulla se non lasciarti tranquillamente vivere, dico a me stesso un po’ meravigliato, Devo scappare da qui, è già infilo i blue-jeans, Devo scappare da mio padre che fa zapping tra mille trasmissioni sportive sul calcio e non contento ascolta la radio, devo scappare da qui, e poi la maglietta nera con il serpente rosa a maniche lunghe, Devo scappare da mia madre che la sento cucire in veranda ascoltando Radio Sorriso dalle frequenze rumorosamente distorte, Devo scappare da qui, in questo preciso momento, e da dentro il fuori mi sembra scuro e grigio, quasi penso di dover prendere l’ombrello ma poi fanculo alla pioggia, metto scarpe giacca e borsa a tracolla e senza salutare. Esco.
E c’è il sole.
Cammino e cerco di camminare piano che nessuno mi corre dietro. Vai piano, mi dico, non correre, rallenta, ecco così, respira lentamente che poi ti viene il mal di testa, e pensa, sei uscito perché avevi bisogno di pensare e allora attento al sole che ti scotti e pensare che poco prima di entrare in camera da letto per prendere la maglietta il cielo ti sembrava coperto di nuvole e adesso guarda qui che caldo di giornata.
Senti il desiderio di sigarette ma l’ultima l’hai fumata ore fa e fortunatamente esistono i distributori automatici ma quando vedi i primi 50 centesimi che inserisci non venire segnalati dal display luminoso, anzi, senza alcuna difficoltà vedi che il display è luminosamente morto, capisci che sono le 4 e 22 del pomeriggio e prima delle 21 nessun pacchetto di sigarette verrà sputato da quella bocca. E inizi a non capire le leggi, che a volte sono stupide.
Continuo a camminare.
Il viale è alberato e a terra ci sono foglie morte. La prima cosa che vedo è la spazzatura, cartoni pieni di altri cartoni e penso che lungo la strada ho visto tutti i cassonetti troppo pieni di spazzatura, la seconda cosa che vedo è il cassonetto quasi coperto da un ramo gigantesco, e penso la fatica che farà la povera gente per riuscire a buttare la spazzatura che in sacchetti raccoglie, la terza cosa che vedo è il vecchio, che sembra distinto, e penso che non posso affermare così tranquillamente che quel vecchio è distinto solo perché veste in modo decente in pantaloni marroni e con una giacca celeste, e il vecchio sposta a fatica alcuni cartoni per poi inginocchiarsi, ma solo con la gamba destra, e aprire un vecchio frigorifero e rovistare destro a quel vecchio e basso frigorifero. Mi fisso a guardare il vecchio, con il braccio completamente dentro al frigorifero nella disperata ricerca di prendere qualcosa e la testa piegata verso sinistra e appiccicata al bordo del frigorifero. Poi si ferma e mi guarda. Rimaniamo così non so quanto tempo. Poi sento il mio cellulare squillare, ho un sobbalzo, il vecchio non smette di fissarmi e rimane immobile. Io devo scappare.
Non rispondi al cellulare, Che sia lei, o lui, Giovanni, il tuo collega, sempre pronto a telefonarti per ricordarti che non si puo’ continuare così, che presto perderete il posto di lavoro, Questo mese abbiamo fatturato poco, quasi niente e se non ci diamo una mossa rimaniamo in “braghe de tea”, proprio lui che quasi mai parla in dialetto. E poi lei proprio no, non vuoi sentirla. Perché non esiste più l’amore anche se tutti lo vogliono e tutti parlano d’amore, niente più amore solo sesso solo pura attrazione fisica. E perché continuare a vivere secondo i desideri che ci impongono trascurando le idee che sono nostre?
Arrivo al Santo, c’è una tabaccheria aperta, chiedo un pacchetto di sigarette, la signora mi dà il resto, il resto mi cade per terra, mi abbasso per raccogliere il resto e la signora, Ottimo modo per fare flessioni, io non capisco e, Scusi?, e lei, Dicevo che raccogliere i soldi da terra è un ottimo modo per fare flessioni, ma lo sa che mio marito… Io devo fuggire da qui.
Quasi corro e un leggero inizio di asma inizia a stroncarmi il respiro, ecco che accendo una sigarette e il respiro si fa affanno. Poi passa, mi dico, poi passa. Passo il resto del pomeriggio su un tavolino a bere vino bianco fermo e a guardare i bambini correre e oltrepassare le transenne che delimitano il bar dal resto della piazza. Che poi, i bambini, sono tutti felici.
- Ciao, finalmente hai risposto! Ma che ti è successo?
- Io dovevo scappare.
- Come?
- Scappare.
Silenzio.
- Vieni a mangiare una pizza a casa mia?
- …
- Ci sei?
- Io dovevo scappare, capisci?
- Sì, ok… vieni o no? Ti aspetto per le 9?
- …
- Dài, per favore!
- Va bene. Vengo.
E’ difficile, scappare.
C’è qualcosa che non ho raccontato di quella domenica. Ho camminato davvero molto, sia all’andata sia al ritorno. E poi quella domenica sono entrato in un negozio di dischi e ho comperato i primi due cd di Nada a 5 euro, Nada e Io l’ho fatto per amore, e vi ricordate Ma che freddo fa ed E’ dolce dare la buonanotte?
Poi sono entrato in una libreria e sono uscito con Gli Intemperanti, edizioni Meridiano Zero, 10 euro. Ero curioso di leggere nuovi scrittori italiani ed è proprio la curiosità che mi costringerà a comperare anche l’antologia della nuova narrativa italiana pubblicata da Minimumfax. Perché sì, voi, scrittori italiani, mi piacete, chè scrivete di cose semplici e di drammi e di brutta vita e raccontate storie estreme a volte buffe, di misteri siete pieni, con un bagaglio culturale invidiabile, siete dei giulivi narcisi e poi nei vostri racconti e romanzi ritrovo a volte il mio piccolo mondo.
Domenica, domenica notte verso le zero due / zero due uno cinque, è successo anche che:
Ho le cuffie e sono in piedi davanti allo stereo. Le gambe iniziano ad essere stanche e anche la schiena è affaticata. Ecco dunque che mi siedo per terra, visto che l’unica sedia presente nella camera è occupata da vestiti e borsa, e appoggio la schiena alla pediera del letto. Cerco una sistemazione più comoda e alla fine mi trovo disteso a pancia in su, sul freddo parquet. Forse mi addormento perché riapro gli occhi quando sento una lingua ruvida leccarmi la guancia. E una voce nasale canta, Noi viviamo in un bel sottomarin, Sì!, in un bel sottomarin, Eh!, in un giallo e bel sottomarin. Penso che sia un terribile incubo e spengo lo stereo e mi alzo in piedi e mi dimentico che ho le cuffie.
3. L’ESPERTO RISPONDE
Caro direttore, dopo aver mangiato, dopo cena, magari si è fatto pure tardi a causa del lavoro, ecco lei, caro direttore, mi dica, come fa a digerire, come facilita la digestione?
Cordialmente, Mauro C.
Mio caro Mauro, a me piace molto camminare. Dopo avere finito di mangiare, di solito verso le 21.30, vado in camera mia e cammino per la stanza, abbastanza velocemente e a piccoli passi, all’inizio per poi rallentare l’andatura e lasciare libero sfogo ai pensieri accumulati durante la giornata. La cena poi non la consumo mai troppo rapidamente: mi piace stare a tavola.
4. LA LETTERA
Direttore! Spero di essere il primo a scriverLe. Volevo porLe una domanda che io reputo della massima importanza: preferisce le maiuscole o le minuscole?
RingraziandoLa per l’attenzione, Le porgo i miei più sinceri saluti.
Suo lettore imparziale, D.
Oh, D., sicuramente le minuscole. Faccio fatica a leggere le maiuscole.
Vorrei ringraziare Valeria per la bellissima email inviatami il 5 maggio 2004 alle ore 21.35. Purtroppo non ho potuto pubblicarla a causa della lunghezza e non me la sono sentita di tagliarla.
5. I MIEI MIGLIORI AUGURI
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che vuole rimanere anonimo.
Mia madre nemmeno quest’anno si è ricordata del mio compleanno. E siamo a tre. Tre anni che mia madre non si ricorda che io, il 4 maggio, compio gli anni. E quando, in modo sempre molto sottile, alla sera, le ricordo, Ma che giorno è oggi?, lei mi guarda, sgrana gli occhi e dice, No, anche ‘sta volta, eppure l’altro giorno avevo proprio detto a tuo padre che quest’anno mi sarei ricordata del tuo compleanno. Ma il problema è sempre quello, continua lei gesticolando un po’ vergognosa, Tu parli sempre poco invece le tue sorelle parlano anche per [censura].
Alla fine è sempre colpa mia. E anch’io mi ricordo sempre le cose nel momento sbagliato, sempre troppo presto o troppo tardi, quando ormai non serve più a niente e a nessuno.
Invece la ragazza che forse adesso non ha più i capelli rossi, sì è ricordata del mio compleanno. Mi ha mandato un messaggio. Ero davanti ad un monitor a fissare un giallo che non mi convinceva quando ho pensato, Chissà se mi farà gli auguri, se si ricorderà del mio compleanno, e proprio in quel momento lo squillo del cellulare, sovrappensiero lo impugno e leggo e solo dopo qualche minuto realizzo che il messaggio è suo di lei.
6. LA CITAZIONE
Prima vorrei sposarmi.
[Quentin Tarantino alla domanda: Vuoi avere dei bambini?]
7. LA VIGNETTA
PER APPROFONDIRE
Blogrodeo - www.blogrodeo.org
Meridiano Zero - www.meridianozero.it
Minimumfax - www.minimumfax.it
- errata corrige -
nel volume 2 il post del 13/04/2004 contiene un errore. Il pezzo “Ero morto, disteso sull'alsfalto. Ricordo di essermi addormentato.” deve essere sostituito con: “Mi ricordo di essermi addormentato al rumore della pioggia: ero ancora disteso sull’asfalto, bagnato, la pioggia batteva sulla mia testa, e mi sono addormentato, morto.”
Ce ne scusiamo con tutti i lettori e con l’autore. |
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lieveansia |14.31.34| |
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| 5/5/2004 |
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| Devo smettere di tenere un quaderno per gli appunti. |
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lieveansia |10.16.31| |
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| 3/5/2004 |
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| Il romanticismo è morto (definitivamente). |
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lieveansia |15.12.57| |
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| In questo preciso istante vorrei essere a casa, nella mia camera, disteso a braccia incrociate sul petto - al buio - sul letto (completo oblio), ascoltando della buona musica e sentire, là fuori, il rumore della pioggia. |
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lieveansia |11.49.31| |
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| 28/4/2004 |
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Ho visto il pallone, di colore arancione, superare il cancello e cadere in strada. Un bambino, con la faccia incollata alla ringhiera. Mi avvicino, prendo il pallone con una mano, e lo lancio al di là del cancello.
Poi il bambino sul triciclo (ma il triciclo è rovesciato e lui è in piedi) mi chiede se ho visto Hulk passare e camminare per la strada. Gli dico di no. Poi arrivano due bambine e mi dicono "Ciao".
Dico al bambino, Io lavoro qui vicino, vedi, lì sopra: solo per il desiderio di fargli capire che forse mi sarei rifatto vivo, vicino a quel cancello. |
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lieveansia |14.34.26| |
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| 27/4/2004 |
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| E' più facile essere generosi quando si è poveri? |
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lieveansia |19.30.25| |
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| No, non penso di essere in grado. E che sia finita. |
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lieveansia |12.44.29| |
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| 26/4/2004 |
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A me, Sondre Lerche, sta un po', tanto, sulle palle. E non capisco il perché. |
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lieveansia |22.20.26| |
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| 25/4/2004 |
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| Quando si diventa vecchi (ma non solo), alla domenica si va in una farmacia di turno per comperare le medicine che si sono finite la sera prima. |
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lieveansia |15.22.25| |
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Stamattina, in centro, ho visto tre ragazze che ballavano, la musica era troppo alta, molta gente correva (numerata), donne e uomini, Padova era bellissima, come una donna con la gonna stretta stretta che cammina a piccoli passi, e la gente il sabato sera preferisce rimanere a casa e guardare un bel film (dove muore un sacco di gente), così la domenica si sveglia presto e si gode la giornata, invece quando vado a letto tardi, magari verso le 5, dormo tutta la mattina e il cellulare è spento quando lei mi chiama per fare colazione insieme.
E' che a volte io non so. Ma c'è meno indecisione di una volta. Sono pigro, ma imparo. E soprattutto, cerco di capire se sono in grado di amare, seriamente, qualcuno. |
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lieveansia |14.16.43| |
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| 24/4/2004 |
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Per un'ottima tisana usare un filtro per ogni tazza, aggiungere acqua bollente senza versarla sul filtro.
Stamattina mi sono svegliato con il mal di testa. |
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lieveansia |19.37.00| |
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| 22/4/2004 |
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Quando dici a qualcuno, Bella quella maglietta (ma anche belli quei pantaloni, belle quelle scarpe), e lui ti risponde, Bella? ma è vecchissima avrà almeno due anni... non capisci dove sia il problema.
Mi sono tagliato la barba. Ero stanco di sentirmi dire da mia madre, Hai la barba più lunga dei capelli, i pei te cresse dove che non serve, se ti crescessero i capelli come ti cresce la barba saresti messo bene e via e via via. |
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lieveansia |22.52.47| |
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| Volevo mangiare del gelato. Dal frigo ho preso del gelato. Ce n'era poco, di gelato. Volevo magiarlo tutto. Ma metà l'ho offerto a mio padre. Lui non rifiuta mai. |
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lieveansia |21.51.44| |
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| Ancora grosse difficoltà di stabilità, non riesco a stare online, problemi con la macchina a Milano, questione di file corrotti, che sia un segno?, ora di andare in pensione e chiudere tutto? |
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lieveansia |15.14.56| |
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Altra camicia bianca. Non pensavo di avere così tante camicie bianche nell'armadio. Ma la giornata è un Profondo Nero. Come le mie scarpe ormai vecchie. E nemmeno il suo bianco&nero riesce a darmi conforto. |
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lieveansia |13.06.50| |
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| 21/4/2004 |
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| Che poi ieri sera una Devil Kiss doppio malto l'hai bevuta. Era piccola, certo, ma buona, tanto buona.
E di popcorn ne hai mangiati davvero pochi, io tanti, anche se sapevano di polistirolo scaduto. |
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lieveansia |16.41.34| |
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Ma tutte le interviste a Vasco, sono in esclusiva? Mille interviste in esclusiva?
In ogni giornale, rivista, quodidiano, sito internet, leggo: Intervista in esclusiva a Vasco Rossi.
Devo rivedere il concetto di "esclusivo". |
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lieveansia |12.32.24| |
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- Come stai, caro?
- Bene. Sono due giorni che non bevo. |
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lieveansia |11.18.54| |
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| 20/4/2004 |
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| A volte vorrei essere dietro uno specchio appannato. |
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lieveansia |19.37.24| |
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| di fuori, a guardare l'ombra di una lampada ad olio |
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lieveansia |18.37.42| |
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